Martina

Della Valle

Berlin, 1981

TIME DUST | 2011

TIME DUST, 2011
(digital print on aluminium)
50x70 cm
Galleria Artopia, Milano
Courtesy: METRONOM gallery

Il nonno di Martina della Valle era un ceramista ed aveva un suo laboratorio, oggi dismesso ma inalterato nella sua memoria del tempo.

I calchi sono stati conservati come furono lasciati sugli scaffali, i disegni e gli spolveri sono raccolti per soggetto dentro i raccoglitori, alcuni campioni di statuine di ceramica sono stati salvati dalla distruzione a testimonianza dell’opera di una vita.

Non è singolare che l’artista abbia deciso solo ora di penetrare il tempo sottile di queste cose? E di farcelo vedere impiegando proprio un dispositivo del tempo, la fotografia, “scrittura di luce”?

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di Marinella Paderni galleria METRONOM Modena



Martina della Valle’s grandfather was a ceramicist with his own workshop, today in disuse but unaltered in its memory of time. Casts have been preserved just as they were left on the shelves, designs and pounced drawings are collected by subject in portfolios, and some examples of ceramic statuettes have been saved from destruction, bear- ing witness to a lifetime’s work.

Isn’t it strange that the artist has decided only now to penetrate the slender time of these things? And to show us precisely by means of a device of time, photography, “the writing of light”?

Right from her debut Martina della Valle has worked on the memory of objects as expression of a temporality that couples human time with the time of things.

(...)

by Marinella Paderni METRONOM gallery Modena

TIME DUST, 2011
(gips mould + glass + dust)
Courtesy: METRONOM gallery

L’operazione di Martina della Valle mette in luce come negli oggetti che diventano “rovina” di un tempo (il vec- chio laboratorio del nonno e i suoi oggetti, i quaderni delle scuole elementari recuperati dal macero) crescono loro malgrado altre forze, altre forme, che danno origi- ne a nuovi significati. La polvere, l’ingiallimento della carta e della ceramica, le ragnatele, le crepe e i buchi sono gli elementi di questa nuova unità di significato che consente il dischiudersi di immagini inedite.

“Nel carattere accidentale e disarmonico - assurdo (surd- us, sordo) - della rovina si dà un’esperienza formale unitaria ma priva di ogni comprensibile consequenzialità, in quanto non è più leggibile la finalità tutta umana del progetto ma sono sperimentabili in quell’unità inedita gli intrecci interstiziali che legavano quella progettualità e che ora vediamo, o meglio com-prendiamo all’istante, in quanto messi a nudo” .

Anche la fotografia è un’immagine latente, un “salto fuori dal corso del tempo” , un deposito di luce e di polvere che eternizza la temporalità del mondo in un istante mostrando un presente che sta scivolando nel passato (nel suo ricor- do) e che porta con sé qualcosa del suo futuro anteriore. L’istante fotografico è il momento di scomparsa di ciò che sta per accadere, e che verrà.

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di Marinella Paderni galleria METRONOM Modena



Martina della Valle’s operation highlights how, in objects that become the “ruin” of a time (her grandfather’s old workshop and its contents, primary school exercise books saved from the pulping machine), other strengths and other forms grow in spite of the objects themselves, giving rise to new meanings. Dust, the yellowing of paper and ceram- ics, cobwebs, cracks and holes are the elements of this new unity of meaning which elicits the opening up of un- precedented images.

“In the accidental and discordant – absurd (surdus, deaf) – character of the ruin we have a unitary formal experi- ence, but one which lacks any comprehensible consequenti- ality inasmuch as the wholly human purpose of the project is no longer legible, but in that unprecedented unity we may experience the interstitial interweaves which bound that projectuality and which we now see, or better, com- prehend on the instant, since they are laid bare” .

A photograph is also a latent image, “a leap outside the course of time” , a depositing of light and dust that eternalises the temporality of the world in an instant, showing a present which is slipping into the past (into its recollection) and which carries with it something of its future perfect.

The photographic instant is the moment of the disappear- ance of what is about to happen and will come about.

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by Marinella Paderni METRONOM gallery Modena

TIME DUST, 2011
(wall drawing)
variable dimensions

L’istantanea della polvere sulle cose è la traccia di questa espe- rienza, ulteriormente vivificata da un elemento simbolico che l’artista ha voluto inserire come un segno indel- ebile nell’installazione della mostra: la polvere stessa dell’arte, impiegata dall’artista sotto forma di pigmento per disegnare, con gli antichi spolveri del nonno, sui muri perimetrali della galleria l’immagine di una nuova possibilità di essere. Un gesto anch’esso simbolico, che “designa” nel disegnare uno spazio di significazione del tempo dentro lo spazio senza tempo dell’arte.

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by Marinella Paderni METRONOM gallery Modena



The snapshot of dust on things is the trace of this experience, further vivified by a symbolic element the artist wanted to insert as an indelible sign in the installation of the exhibition: the dust of art itself, used in the form of pigment to draw on the gallery’s external walls, with her grandfather’s old pounce-bags, the image of a new possibility of being. The gesture too is symbolic, “designating” in designing a space of signification of time within the timeless space of art.

one del tempo dentro lo spazio senza tempo dell’arte.

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by Marinella Paderni METRONOM gallery Modena

TIME DUST, 2011
Courtesy: METRONOM gallery

futuro, il non ancora).

L’operazione di Martina della Valle mette in luce come negli oggetti che diventano “rovina” di un tempo (il vec- chio laboratorio del nonno e i suoi oggetti, i quaderni delle scuole elementari recuperati dal macero) crescono loro malgrado altre forze, altre forme, che danno origi- ne a nuovi significati. La polvere, l’ingiallimento della carta e della ceramica, le ragnatele, le crepe e i buchi sono gli elementi di questa nuova unità di significato che consente il dischiudersi di immagini inedite.

“Nel carattere accidentale e disarmonico - assurdo (surd- us, sordo) - della rovina si dà un’esperienza formale unitaria ma priva di ogni comprensibile consequenzialità, in quanto non è più leggibile la finalità tutta umana del progetto ma sono sperimentabili in quell’unità inedita gli intrecci interstiziali che legavano quella progettualità e che ora vediamo, o meglio com-prendiamo all’istante, in quanto messi a nudo” .

Anche la fotografia è un’immagine latente, un “salto fuori dal corso del tempo” , un deposito di luce e di polvere che eternizza la temporalità del mondo in un istante mostrando un presente che sta scivolando nel passato (nel suo ricor- do) e che porta con sé qualcosa del suo futuro anteriore. L’istante fotografico è il momento di scomparsa di ciò che sta per accadere, e che verrà.

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by Marinella Paderni METRONOM gallery Modena



Martina della Valle’s operation highlights how, in objects that become the “ruin” of a time (her grandfather’s old workshop and its contents, primary school exercise books saved from the pulping machine), other strengths and other forms grow in spite of the objects themselves, giving rise to new meanings. Dust, the yellowing of paper and ceram- ics, cobwebs, cracks and holes are the elements of this new unity of meaning which elicits the opening up of un- precedented images.

“In the accidental and discordant – absurd (surdus, deaf) – character of the ruin we have a unitary formal experi- ence, but one which lacks any comprehensible consequenti- ality inasmuch as the wholly human purpose of the project is no longer legible, but in that unprecedented unity we may experience the interstitial interweaves which bound that projectuality and which we now see, or better, com- prehend on the instant, since they are laid bare” .

A photograph is also a latent image, “a leap outside the course of time” , a depositing of light and dust that eternalises the temporality of the world in an instant, showing a present which is slipping into the past (into its recollection) and which carries with it something of its future perfect.

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by Marinella Paderni METRONOM gallery Modena

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