Elena

Mazzi

Reggio Emilia, 1984

Bricks serving the unpredictable | 2014

Bricks serving the unpredictable, 2014
(hand-made bricks and recycled Murano glass combined in a series of 14 bricks? installation series of 4 photos)
Foto: Marco Di Giuseppe

Bricks serving the unpredictable è una sperimentazione del più comune oggetto di costruzione edilizia: il mattone. Esso è un classico sistema modulare di costruzione manuale, un manufatto ceramico che rappresenta l’unità di misura basilare nella costruzione abitativa. Il modulo, non più inteso come oggetto seriale, viene ricondotto a manufatto artistico assumendo una nuova identità, a metà tra artigianato e produzione industriale. Ho realizzato una serie di multipli di mattoni creati con gli scarti di discariche di vetro proveniente da Sacca San Mattia (discarica di Murano, Venezia) e dalle cristallerie di Colle Val d’Elsa. Ho scelto il vetro perché è un materiale “pulito”, non prodotto con sostanze inquinanti, che può essere facilmente riutilizzato e riciclato molte volte e che, come la ceramica, ha subìto sperimentazioni nell’arco di diversi secoli.



Bricks serving the unpredictable is a experimentation on the most common object in building contruction: the brick. It is a classical modular system of manual construction, a clay manufact that represents the unit of measure at the base of the building structure. The module is not intended as a serial object anymore. Thus, it is brought back to an artistic manufact assuming a new identity, inbetween an handmade product and an industrial production. I realized a series of multiple bricks created with waste taken in the big glass dump called Sacca San Mattia in Murano (Venice) and from Colle Val d'Elsa cristal factories (Tuscany).
I choose glass as it is a 'cleaned' material, realized without polluting substance that can be easily re-used and recycled many times and that, as the ceramic, has gone through many experimentation over the centuries.

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