Elena

Mazzi

Reggio Emilia, 1984

En route to the South | 2015

En route to the South, 2015
(wooden beehive frames, beeswax)
47x30 cm each

Il progetto riguarda una specifica riflessione sull’apicoltura nomade, realizzata in collaborazione con Rosario Sorbello. L’installazione è costituita da una serie di sei telai per api sulla cui superficie cerea sono impresse le mappe di alcune città europee. I luoghi scelti rappresentano quei Paesi in cui statisticamente è in corso una rapida trasformazione dell’economia interna per conto della nuova forza lavoro migrante. I rilievi nella cera sostituiscono la normale trama ’ad alveare’ impressa nel telaio per guidare le api nella produzione del favo. Il lavoro è accompagnato da un testo critico-narrativo che ne completa la lettura:
“Avevo già avuto esperienza con le api in Tanzania; per questo motivo Salvo, un apicoltore siciliano, mi ha subito preso a lavorare con sé. Prima di arrivare in Italia però, non sapevo niente dell’apicoltura nomade, avevo sempre lavorato con quella stanziale.?Quando arriva il momento di dover spostare le api di notte, è come se percepissi il trauma che loro subiscono sulla mia pelle; quando le curo di giorno invece, sento la fatica che compiono nella prima fase di adattamento al nuovo territorio.? Mi sembra una cosa crudele costringere le api a spostarsi da un luogo all’altro e quando ne parlo a Salvo lui mi dice: ”è l’unico modo per ottenere una buona produzione. Guarda! su questo telaino le api costruiranno presto il loro favo e lo riempiranno di miele!”. Poi aggiunge: ”Hamid, devi anche sapere che la presenza delle api sui terreni in cui le spostiamo è un grande beneficio per le coltivazioni. Grazie alla loro attività di impollinazione questi giardini di agrumi si arricchiranno e diventeranno più floridi”.?Forse il siciliano ha ragione, non so...intanto, mentre lavoro, penso ai miei compagni che non vedo ormai da mesi, so che molti di loro hanno raggiunto diverse città d’Europa.? Presto andrò a Milano e da lì ad Amburgo dove finalmente rivedrò Maliik, mio fratello maggiore. Mi ha detto che è riuscito a trovare un lavoro anche per me...”



The project concerns a specific reflection on nomadic beekeeping, created in collaboration with Rosario Sorbello. The installation consists of a series of six wooden beehive frames with beeswax surface on which are imprinted the maps of some European cities. The places chosen are the countries where statistically have been proven a rapid transformation of the domestic economy on behalf of the new migrant workforce. The reliefs in wax replace the normal 'beehive' pattern stamped into the frame to guide the bees in the production of the honeycomb. The work is accompanied by a critical-narrative text which completes the reading:

'I have already had experience with bees in Tanzania; for this reason Salvo, a Sicilian beekeeper, immediately accepted me to work for him. Thus, before my arrival in Italy, I did not know anything about nomadic beekeeping, I have always worked with the normal permanent beekeeping method. When it comes the moment to move bees during the night, I feel as if I perceive the trauma they suffer on my skin; instead, when I cure them during the day, I feel the effort they make in the first phase of adaptation to the new territory. It looks cruel to me to force bees to move from one place to another, and when I speak about it with Salvo he says to me: “it's the only way to achieve a good production. Look! Bees will build their honeycomb on this beehive frame, fulling it with honey!” And then: “Hamid, you have to know that it is really important for our cultivations to have the presence of bees on lands where we move them. Thanks to their pollination activity these citrus groves will enrich and flourish”. Maybe the Sicilian is right, I am not sure..in the meantime, while I work, I think about my mates. I haven't seen them for months, I know some of them have reached different cities of Europe. Soon I will go to Milan and from there to Hambourg, where I will finally see my brother Maliik again. He told me that he has been able to find a job for me as well..'

 

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