Elena

Mazzi

Reggio Emilia, 1984

Villa Unda | 2011

Villa Unda, 2011
(artist book)

Villa Unda è un libro fatto di appunti, disegni, schizzi, documenti che sono stati dettati dagli abitanti di Onna, un piccolo paese in provincia de L’Aquila duramente colpito dal terremoto del 2009.

Nel processo portato avanti ad Onna ho chiesto agli abitanti di mostrarmi le loro abilità, che si riflettono nella vita di tutti i giorni, i loro passatempi, le loro tradizioni, le loro abitudini, cercando di capire come le loro azioni siano cambiate da prima a dopo il terremoto, all’interno del nuovo spazio di riferimento. La mia intenzione è stata quella di trasformare semplici abitudini quotidiane in strategie necessarie per prendere coscienza del nuovo spazio che li circonda. Ho voluto dar voce alle esigenze degli abitanti, sottolineando i loro pensieri e il loro lavoro fisico, le loro pratiche spaziali, le loro abilità, non specialistiche, ma a mio avviso di necessaria importanza per la società, in quanto rientrano nella memoria collettiva di un luogo specifico.

In Villa Unda essi descrivono il loro nuovo spazio, il loro territorio in una modalità che permette allo sguardo dello spettatore di andare oltre l’oggetto, fino a ricostruire l’identità stessa del luogo. Le loro abilità sono ciò che permetterà di ribaltare una situazione complessa e ostacolata da una imposizione statale dello spazio ormai non più accettata, fruibile, vivibile.

Il libro creato insieme alla comunità onnese è uno strumento mobile: nelle pagine vi è la voce degli abitanti del paese, una voce che denuncia una situazione attuale, e che disegna attraverso le narrazioni del passato un cambiamento spaziale, sociale e anche culturale.
Considero questo lavoro una presa di coscienza da parte della comunità onnese, un punto di partenza per uno sviluppo e una accettazione delle dinamiche sociali con le quali ci confrontiamo ogni giorno.

La ridescrizione della città si nutre, a mio avviso, del suo continuo mutare, dell’ibridazione tra fatti e situazioni differenti, cercando di stabilire ponti tra il passato e il presente, e costruendo così un ambiente eterogeneo e collettivo.



Villa Unda is a booklet made of notes, drawings, sketches, documents that have been dictated by the inhabitants of Onna, a small town close to L’Aquila, stuck by the earthquake in 2009.
In the research I have carried out in Onna, I have asked the inhabitants to show me skills and abilities they exercise in their everyday life, as well as their pastimes, traditions, and habits.

My main objective has been, on the one hand, to try to understand what has changed after the earthquake, with particular reference to the new spatial configuration; on the other hand, to transform these daily habits in strategies necessary to become conscious of the new spatial organization that surrounds them.

I have decided to give voice to the needs of the inhabitants of Onna, emphasising their thoughts and their physical work, their use of space. I wanted to give voice to their abilities, which were not specialist, but, in my opinion, fundamental for our society, as far as they are part of a collective memory, realizing a booklet that contains different points of view on how you can interpret and live a “new” space after an earthquake.

Flipping through the pages you will find the voice of the inhabitants denouncing the actual situation and tracing, through their stories and memories, a change, which is not only spatial, but also social and cultural.

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