Gianni

Caravaggio

Milano, 1968

Crazy Beans | 2003

Crazy Beans, 2003
(Green-peas, black-beans, azuki-beans, yellow soia-beans, aluminium tubes, colour)
dimensioni variabili
Courtesy: kaufmann repetto, Milano
La forma, in altre parole la struttura, della mia opara “Crazy Beans” (Fagioli impazziti) costituisce l’idea di una particella, come lo è un pisello verde o una soia gialla, un’azuki rossa o un fagiolo nero, in un attimo di un suo movimento continuo. Come dei salti quantistici dove, secondo la teoria di Heisenberg, gli elettroni compiono improvvisamente dei movimenti imprevedibilil, questi legumi schizzano nello spazio creando una loro scia, ovvero un disegno astratto. La scia ha naturalmente le stesse caratteristiche cromatiche del legume da cui è prodotta. “Crazy Beans” riflette il movimento nella sua sostanza di partenza: il punto qui è contemporaneamente e realmente un seme che crea una realtà spaziale mobile. Le strutture di “Crazy Beans” sono dei tubi d’alluminio piegato a mano e verniciato e possono essere ricomposte a piacere per una nuova costellazione spaziale. Trovo una sostanziale familiarità con “Luce spaziale”, la struttura al neon realizzata da Lucio Fontana per la Triennale di Milano nel 1951. Infatti, di quest’opera Fontana stesso dice che non è una struttura-figura ma è il movimento di un disegno: il concetto di spazio.

"Crazy Beans" constitutes the idea of a particle, if in a green-pea, yellow soia-bean, an azuki or a black-bean, in an instance of its continuous movement. Like "quantistic jumps", where, according to Heisenberg, electrons are able to move suddenly in an unexpected way, the beans in my work launch themselves into space creating an abstract drawing. The movement-line has naturally the same colour as the bean that produced it. "Crazy Beans" reflects movement in its original substance: The dot is at the same time and really a seed that creates a mobile spatial reality. The structure of "Crazy Beans" is made of aluminium tubes shaped by hand and coloured. They can be recomposed to create a new spatial constellation. I find substantial familiarity with "Luce Spaziale" (Spatial Light) a structure of neon light made by Lucio Fontana for the Triennale of Milan in 1951. Indeed, Fontana says of this work that it is not a structure-figure but the movement of drawing: It is the space-concept.
orologi replica orologi replica svizzeri orologi replica rolex

ItalianArea

Social

 

developed by Viafarini
in collaboration with NABA

coded by lettera7